Agosto 2000
(in giro per l'Europa del Nord)
Diario minimo di viaggio(impressioni da un
viaggio).
versione solo testo: clicca qui
(cliccare sulle miniature delle foto per ingrandire)
Venerdi 4 agosto.
Partenza. Come dice quella frase del film "The Blues
Brothers" ? "…allora sono 126 miglia per Chicago,
siamo vestiti tutti e due di nero, portiamo gli occhiali
da sole, abbiamo il serbatoio mezzo pieno, abbiamo
mezzo pacchetto di sigarette…."
L'unica differenza e' che io non sono in missione per
conto di Dio……sono da solo…..vorrei arrivare in
Svezia passando dall' Oresund Bridge.
Traffico scorrevole….del resto quando hai davanti un
idea imprecisa, il bello di un viaggio "on the road" e'
proprio che non hai fretta, e il problema di arrivare in
orario è una cosa che preferisci circoscrivere ai giorni
di lavoro. Sono in vacanza.
Prima tappa Merano. Cena e nanna.
Secondo giorno; Brennero, Austria di passaggio, e
infine Monaco. E' buffo arrivare in una citta' di sabato
alle 14, in auto, sotto una pioggerellina di quelle che ti
aspetti di trovare a Roma in qualche giornata di fine
aprile…..sottile, discreta, ma ugualmente
rompiscatole. Le giro dentro, incappando in una
Mostra.
Food for the Mind. Parcheggio ed entro. Rimango
affascinato da una installazione al neon di Nauman.
Dopo due ore di Andy Wharol, e schizzi di Picasso (nel
periodo subito dopo le aste dell'asilo), famelico
guadagno il bar dove un barista nero, sorridente mi
sfama. La gente ha la faccia di quando va ad una
mostra anche qui in Italia. Bisbigli appena assorbiti nei
saloni dagli alti soffitti.
Faccio un giro a piedi, nel centro, costeggiando la
Bibblioteca, rimanendo incantato dall'ordine nel quale
tengono le aiuole. Penso al mio boxer e alle difficolta'
che avrebbe a sopravvivere incolume piu' di qualche
ora, da queste parti. Fiori ovunque a stemperare il
grigiore del cielo, asfissiante.
Sabato pomeriggio e' solo passeggio di turisti.
Tristissimo, cartina in mano, tento di guadagnare il
Camping e dopo varie peripezie lo raggiungo. Faccio
in tempo a montare la tenda, infilarmi dentro al sacco
a pelo, che si scatena un temporale bibblico. Dormo
dalle 21 alle 9 del giorno dopo. Al risveglio,mi accorgo
di essere completamente circondato dall'acqua. Le
scarpe sotto il sopratelo, galleggiano beatamente su
10 cm. d'acqua. L'ho montata, fantozzianamente, in
una conca. Aver fatto il boy scout da giovane non mi
ha insegnato nulla…..
Richiudo tutto sotto l'acqua e decido che e' ora di
andare a Nord, confidando in un tempo
migliore.Destinazione Berlino.
Lungo la strada, credo nei pressi di Ingolstad, devo
aver esercitato un briciolo di fascino su una giovane
cameriera che probabilmente incuriosita da un
40enne italiano solitario, scambia in un italiano
stentato quattro frasi, sotto gli occhi minacciosi e
impazienti dei titolari. Mi confessa che ama l'Italia,
che ha in animo di andarci a settembre, a Milano, da
una sua amica,per perfezionare la lingua. E'
dell'Austria del Nord, mi dice, proprio cosi….quasi a
prendere le distanze dal quel signore della Carinzia.
Ammirato dalla pulizia del suo volto, le sorrido. Buon
viaggio, mi augura, toccandosi, come fanno i bimbi il
grembiule altrimenti troppo largo, che indossa.
Alle 19, sotto un sole rassicurante, saluto l'Orso che
presidia l'ingresso, invero a molti km di distanza dal
centro, coloro che mettono il naso nella Capitale. Ho
la fortuna di trovare una pensione giusto a 4 passi dal
centro, "muro" l'auto, tiro su le mie cose. Doccia,
cambio ed esco a piedi alla scoperta, serale, della
città. Bellissima. Sento già che mi piace. A parte
qualche mafioso russo che transita con Mercedes
improponibili, mi sembra una città cosmopolita e
tollerante. Viva.
Berlino,ore11,35 del 7 agosto.
Sono sotto la statua del famoso Angelo immortalato
da Wenders.L'aria è fresca,stanotte ha piovuto.Mi
sento felice.Questa città è viva.Lo avverti
camminandoci dentro.Il verde,il silenzio,sebbene sia
popolatissima ne fanno un posto incantevole per
viverci.Devono essere stati in molti a pensarla cosi.Il
sole,giocando attraverso le nuvole,si diverte a donare
all'Angelo, riflessi dorati.Ne ignoro la storia,lo
confesso.Ma ugualmente,avverto il senso del tempo
che deve aver osservato, da quando, forse in una
mattina come questa sarà stato messo su. E cosi,
stando in silenzio, potresti carpirne gli echi lontani.
Di moltitudini abbagliate da discorsi sbagliati. Di
epoche che passando, non hanno fatto altro che
regalare questi tempi di adesso.Adesso. Noi siamo la
nostra storia.
Auguri Berlino. In questo senso sei una capitale del
mondo
Berlino,ore17del 8 agosto.Potsdamer platz
Stavolta il quartiere in costruzione di Potsdamer Platz
e' un errore. Nel senso che per caso ho preso una
metro che andava in un'altra direzione.Mi sembra di
uscire nel bel mezzo di un gigantesco cantiere.
Una bionda signora mi sta elargendo dei bicchieri di
Chardonnay ben ghiacciato, sebbene il tempo non
suggerisca simili temperature. E' fresco.
Fa impressione come lo sforzo di ricostruzione abbia
qui intrepretato il senso del mondo che cambia.Giochi
di vetrate, grattacieli come vele, ad un certp punto si
intuisce in questa "sinfonia" di cristalli, una cupola,
immensa. E' quella che sovrasta una enorme piazza
(agora) circolare sulla quale si affacciano, e forse e'
proprio li l'idea di movimento, edifici asimmetrici,
ognuno diverso dall'altro.La sede di un centro
multimediale della Sony, un cinema Maxi multisala,
ristoranti a terrazza, uffici. Alle spalle, sul lato esterno
che si collega con un mega centro commerciale, il
museo del Cinema.
La Sony, con il suo centro delle meraviglie, nel cuore
della piazza di vetro, accanto al grattacielo della
Mercedes (in virtù di antiche e nefaste alleanze ?). Lo
spirito nipponico ben si adatta all'efficientismo
teutonico, dando vita, in maniera incredibile, ad uno
dei piu' mastodontici esperimenti di architettura.
E' come se un bambino ricchissimo sia stato messo in
una grande stanza e gli sia stata data la possibilità e i
mezzi per fare "qualsiasi cosa". E' il senso di libertà
che pervade il tutto. Vecchie Trabant, le utilitarie
dell'ex regime socialista, transitano come un
contrappunto (diventate ora oggetto di "cult"), a
ricordarci dove siamo e dove stiamo (stanno)
venendo.
Expo' primo giorno.
Dopo 3 ore di auto metto piede ad Hannover.
L'autostrada che arriva da Berlino consentirebbe, nello
spirito dell'efficienza, di raggiungere l'expo anche ad
un aborigeno. Il primo impatto e' impressionante.
Percorro in teleferica il tragitto verso il padiglione
Italiano.(diro' piu' avanti). E' come se avessero deciso
di costruire un paese, tanta l'estensione. Immensa.
Un enorme Luna park pieno di gente. Stordito inizio a
percorrerlo, rimanendo stupito dalle code agli ingressi
dei padiglioni. Nessuno si incazza, con spirito stoico,
sotto il sole, la gente sopporta volentieri l'attesa,
come se si trattasse di ritirare la pensione.
Ne esco a sera tarda. Con la classica angoscia nel
cuore di chi non sa dove andra' a dormire. Impavido
punto verso la citta'. Dopo un paio di tappe infruttuose
alla fine, come il Marcovaldo di Calvino, scorgo,
lampeggiante, sicura la scritta HOTEL dall'alto di un
palazzone di periferia. "Muro" la macchina nel
parcheggio e guadagno la camera, mediamente
costosa, non senza essere rimasto atterrito dal fatto
che il cellulare non ha "campo" e sentirsi ancora di
piu' "molto lontano da casa". Ci dormo su.
La mattina dopo, il mio senso dell'orientamento, e
l'inglese da sopravvivenza, mi permettono di scoprire
che il biglietto fatto il giorno prima mi consente di
arrivare gratis coi mezzi pubblici all'expo. Cosi alla
fermata chiedo ad un signore che sembra la fotocopia
dell'Ispettore Derrick maggiori ragguagli circa la linea
che conduce al "Luna Park". Sorride e paziente, mi fa
capire che e' quella che transita proprio a quella
fermata. Chi l'ha detto che la fortuna è una variabile
impazzita ?
Expo' secondo giorno 10 agosto
Padiglione Inglese.
Beh ? C'e' bisogno di dirlo ? Un classico esempio
dell'orgoglio anglosassone. Giocato tutto sul concetto
di diversità. Con il sottofondo dei Verve (Bittersweet
simphony, un ripetitivo giro di violini che alla fine
ipnotizza chi lo ascolta) che accompagna, divertente,
tutto il percorso del Padiglione. Su tutto, un video che
appare da una parete girevole, complice il buio creato
ad arte, montato con ritmi velocissimi, immagini per
frazioni di secondo, al limite del subliminale, dimostra
se ce ne fosse bisogno, un simpatico mix fra
autoironia, intelligenza e buon gusto (qui l'eco dei
disordini di Belfast non arriva).
Dimenticavo una stanza, all'ingresso, dove ti viene
offerta la possibilità di giocare con la luce e con i
suoni. Grande.
Padiglione della Norvegia.
(Norway Pavillon)
Efficentismo e razionalità. Forse troppa. E' il primo
padiglione in cui vedo una sorta di visita guidata.
All'ingresso una graziosa fanciulla avvolta nel tipico
grambiule azurro, invita gli astanti in una gigantesca
sala vuota (15x 15 x 15 metri),pitturata da una artista
come un enorme caleidoscopio, a restare in silenzio
per alcuni minuti. Non comprendendo perche' (ignoro
la minima nozione di tedesco e tanto meno del
norvegese e il suo inglese e' da primati evoluti), mi
adeguo mentre anche gli altri, in prevalenza tedeschi,
fanno altrettanto. Si odono alcuni sinistri rumori,
come di legni che sbattono, secchi. Me lo faro'
spiegare. La seconda stanza dello stringatissimo tour
consiste nell'esposizione di un video su un maxi
schermo montato su una delle quattro pareti ( e qui
malignamente verrebbe da dire di un eccesso di
razionalismo, senonaltro per l'affetto che costoro
devono provare per le forme rigidamente squadrate,
elementari) che ci dice della via norvegese al 2000. Mi
ha inquietato per la sua sinistra semplicita' un motto
(leit-motiv di tutto il video) "La tecnologia al servizio
della natura". A conferma di quanto attenta sia la
comunicazione, all'esterno, una grande cascata
richiama, nei frequenti momenti d'afa, un enorme
massa di persone, incuriosite.
Perplesso. Lo sono ancora di piu' avendo chieso
all'uscita ad una graziosa fanciulla del bar, qualcosa di
dolce da mangiare insieme al caffe'. Ne ho rimediato
solo un sorriso.
Danimarca.
Fa aprire gli occhi sul modo nel quale sprechiamo
l'acqua. Asciutto ed essenziale, come nel loro stile.
Forse anche troppo stereotipato. Una profonda
attenzione all'uso e allo spreco di questa risorsa che,
ce lo ricordano le loro immagini, quasi per
contrappunto, non sono eterni. Un uomo che lava la
macchina, una lavatrice trasparente una finestra di un
ambiente domestico ricreato alla perfezione (che
sembra un allestimento di IKEA per fedelta' di
riproduzione) dai cui vetri, trasformati in schermi un
video denuncia tutti gli usi apparentemente piu'
semplici e quotidiani per i quali facciamo ricorso
all'acqua.
Ungheria
Un trionfo del legno. Di legno addirittura il pavimento,
e fin qui nulla di strano, ma e' la prima volta che lo
vedo lavorato come se fossero dei cubetti di porfido, i
nostrani "sampietrini". Enormi monitor dalle ciclopiche
pareti di legno vomitano immagini sulla storia del
paese. Didascalico, ma molto bella la struttura.
Grecia.
Ovvero "Potevamo stupirvi con effetti speciali". Curato
scenograficamente, offre uno spaccato, enfatizzando
molto la storia, da cui ovviamente hanno da
abbondare, di come si sono evoluti nel corso dei
secoli. A livello estetico, poteva non esserlo ?,
sicuramente uno dei migliori padiglioni.
Giordania.
Una "fossa".letteralmente, scavata sotto il livello della
strada che riproduce il percorso di molti anni di storia.
La gente, i visistatori, sono come ipnotizzati da una
sorta di cornamusa, (tipo Hevia) che che
magicamente li attira tutti. In breve, sulle scalinate
che accedono al padiglione si siedono moltitudini,
osservando i ragazzi in costume che danzano e
cantano, smangiucchiando Felafah.
Il nuovo sovrano ascemita ha sicuramente colpito nel
segno, se l'intento era quello di non passare
inosservati, carina la ricostruzione a grandezza
naturale di alcuni passaggi di Petra, la citta' scolpita
nella roccia rossa nel mezzo del deserto.
Etiopia.
"Leva" sulla musica. Viene da un trio malmesso che
suona e da quattro ballerini, in costume tipico in
evidente stonatura con l'ambiente Deutch. Ma
funziona benissimo perche' richiama nel padiglione
molta gente, complice il caffè offerto gratuitamente in
una sorta di salotto arredato alla maniera locale,
grandi puf e tavolinetti sui quali a stento trova posto
un portachiavi. All'ingresso c'e' Lucy nello splendore
del suo scheletro. Sostengono abbia 3,5 milioni di
anni. ..se li porta bene….Considerato come si sono
conservate le ossa…scoperte, come poteva essere
altrimenti ?, da un archeologo tedesco nel 74.
Poi dopo le Filippine (onestissimo padiglione), Israele
che ha piu' l'aria di un padiglione di Lunapark, pieno
com'e' di giochi virtuali con i quali anche una
ragazzina di Dusseldorf puo' concendersi l'ebbrezza di
vedere la sua immagine camminare per il suk di
Gerusalemme o sulle sponde del Mar Morto per una
modica somma, acquistando una video cassetta base,
sulla quale viene montata con una verosimiglianza
unica la sua immagine in movimento….pienone di
adolescenti attratti dalla mirabilia…
Onore alla EUREGIO del Tirolo (Monaco, Baviera,
Austria, Sud Tirolo, Trentino Alto Adige) e al loro
stand Molto ma molto di piu' efficace di quello Italiano
(sul quale vedi lettera a Italian pubblicata piu'
avanti)…giocando quasi in casa…..vantano un discreto
stand con il quale illustrano i progetti per l'immediato
futuro, la ferrovia e il tunnel dal Brennero per
alleggerire la rete stradale (e i boschi prospicenti) dal
traffico delle merci su gomma……Geniale. Da non
disprezzare anche una piccola rassegna di oggetti di
design, su tutti un divano in listelli di
ciliegio….minimalista quanto basta.
Padiglione Monotematico.
Il salone,(diciamo meglio: "percorso") sulla viabilita'
da un eccellente idea di come potrebbe essere il
futuro, prossimo. Formidabile la sala lunga circa 30
metri nella quale ai due lati scorrono in modo
asincrono le immagini di come la mobilita' e'
interpretata ai giorni nostri. Proiettate su teli illuminati
argentati, quando illuminano la BMW (auto) questa
appare come per magia da dietro ai teli, in un gioco di
trasparenze e luci governate da una sapiente regia.
Infine la ricostruzione, a grandezza reale, di una
strada, di sera di qualche anno in avanti. Distributori
di idrogeno completamente automatizzati che aprono
con la delicatezza di un maggiordomo scozzese lo
sportello del vano carburanti di un Audi, credo, per
"sparare" a pressione il pieno di idrogeno, e ancora
Autobus elettronici, pensiline d'attesa delle fermate
multimediali, moto che sembrano riscio' usciti dalla
matita di qualche onirico disegnatore di fumetti di
fantascienza. Marciapiedi illuminati e quant'altro.
Hanno decisamente le idee chiare, da queste parti.
Stand Bosch.
Infonde sicurezza. Quella di chi sa bene cosa fare e
come. Incentrato soprattutto sul miglioramento della
vita in auto, regala al visitatore la sensazione di
provvedere al suo futuro. Dai segnalatori automatici
delle "distanza"……tanto cara a noi italiani al
volante……già di serie su alcuni modelli…ti rallenta
automaticamente la velocità quando scendi al di sotto
di una soglia minima di metri dall'auto che ti precede,
ad un apparecchio che mi sarebbe stato molto utile
avere in auto in questo viaggio…che si ricorda
automaticamente della strada che hai fatto per
arrivare in un posto e che te la indica per il ritorno,
senza tema di sbagliare o dimenticarsela….e altro
ancora….diavolerie che attivi con dei comandi vocali…
Non ho potuto fare a meno di lasciare un messaggio
(essendo presente un box, in ossequio al marketing
piu' evoluto, per le opinioni dei visitatori,) "SIETE
PAZZI!!! IS BETTER THAN CAROSELLO, AUGURI"
Chissa' se la capiranno mai.
Padiglione Daimler Chrysler.
Altro big sponsor dell' Expo'. Anche questo padiglione
ha il fascino del baracone da luna park, estasiati i
bimbi si divertono a guidare con la voce un gigantesco
Pacman elettronico posizionato su un tavolo di vetro di
2 metri per 6 (il proiettore era sul soffitto) . Rimasto
affascinato da un plastico presente nel padiglione
monotematico dedicato alla mobilita', un improbabile
dirigibile solleva una collina sulla quale sono collocate
nell'ordine: una centrale per le telecomunicazioni, un
antenna ripetitore(di quelle per intenderci che diversi
comuni stanno mettendo al bando in Italia). La cosa
folle e' che la didascalia recita inquietantemente "può
essere sollevata e trasportata laddove ce ne sia
bisogno"……vorrei avere il numero di telefono del
puscher dell'estensore…..
Poi magari saro' smentito e quella cosa li fra qualche
tempo la vedremo galleggiare nell'aria sopra le nostre
teste..
Due righe infine sul Padiglione dell' Italia.
Gli sitipendi dei funzionari del ministero degli Esteri
andrebbero proporzionati al livello di comunicazione
ed immagine che il padiglione fornisce al visitatore.
Queste righe, seduto, sfinito mentre una biondona
dalle tette interessanti transita fra i tavoli di questo
tendone per alcolizzati pomeridiani, e la band sul
palco, (molto bravo il violinista emulo di asoli alla
Papa John Creek…..degli Hot Tuna). E' tutto un
enorme Luna park ma deve far riflettere su cosa
siamo, dove stiamo andando di come in ogni modo,
manifestazioni come queste al di la dell'aspetto
vagamente fieristico possono fornire l'occasione alla
gente per "pensare" a chi siamo, dove stiamo
andando come saranno gli anni a venire. Qui nel
cuore dell'Europa.
Europa che abbiamo fortemente (e intelligentemente)
voluto proprio noi italiani, ma che a giudicare dalla
nostra presenza qui e' decisamente priva di
quell'importanza che merita al di la di una curiosa ed
interminabile mostra fotografica sui back stage, foto
fuori scena, dei film che hanno fatto la storia del
cinema italiano, che sara' pure gradita allo straniero
che la visita, ma che da sola, insieme alla Chimera di
Arezzo, restraurata con tecnica al laser, alla bilancia
gravitazionale (capace di misurare il peso in assenza
di gravita') ed ad un omaggio postumo al Nobel Natta
(non e' proprio l'ex segretario del PCI) scopritore per
primo delle molecole che stabilizzano la plastica (al
quale multinazionali del settore come GE e Bayer
devono molto dei loro fatturati attuali), non rendono
giustizia sa sole alla verve che pure nel nostro paese
si respira. Dove sono le Majors...? Le grandi
corporation gestite dai grandi "commis di stato" dagli
stipendi profumati ? Viene da dire che
sconsolatamente non ci sappiamo vendere noi per
primi.
Cosi la prua di Blessi (giuro: non lo conoscevo,
l'architetto che progettato il ns. padiglione) al di la
della sua giusta pretesa di rappresentare una prua
verso il cielo, il futuro, rischia di essere qui,
l'ennesima "cannata" nel vuoto.
Hannover 20,10 di un 10 agosto del nuovo millennio.
Ultima nota. Sulla teleferica che collega le varie uscite
con la parte centrale dell'expo', e' buio gente stanca si
avvia verso i treni o i parcheggi (efficientissimi
entrambi) prendo posto insieme ad altre persone. La
ragazza, di una coppia tedesca trema di
paura……mentre a diversi metri di altezza sorvoliamo
tutta l'esposizione….mi sento di dirle, rassicurante…e
cattivo,……"dont' worry….there are not american nato
flyer around……(remenber Cermis?)" …..ottenendone
una fragorosa risata generale ……
11 Agosto ore 15,30, Ponte di Faro, Danimarca.
Sono seduto sull'erba. Sulla sponda del fiume, lago ,
mare..(non so cosa). Il cielo e' velato di nuvole. L'aria
e' fresca ma non fredda.Mentre ero sul traghetto che
da Puttgadern (Germania) mi portava in Danimarca,
rielaborando come in un film le giornate di questo
viaggio, mi sono ripromesso di scrivere qualcosa su
due fatti che ho trovato curiosi:
Il ragno di Berlino.
Ragno, non Regno. Questo simpatico insetto si deve
essere intrufolato nell'asciugamano che avevo
poggiato su una mensola dei bagni del del camping di
Monaco dove ho pernottato, beatamente, in tenda
sotto un diluvio notturno. Il pomeriggio, arrivato a
Berlino, dopo 500 km circa di ordinato e docile traffico
su una autostrada di cemento, trovata per puro caso
la pensione mi sono risolto a fare una doccia.
Nell'aprire dalla borsa l'asciugamani e il necessario
per lavarsi, il ragnetto e' uscito agilissimo, e forse un
po impaurito, prendendo possesso del coperchio di
una lavatrice sulla quale avevo appoggiato le mie
cose. Cosi anche il giorno dopo, l'ho trovato ancora li
a gironzolare felice. Non so se abbia coscienza della
strada che ha fatto. Complice il mio involontario
passaggio. Non credo gliene importi granche'. Penso
che a Berlino ci si trovi bene.
L'altra storia e' un idea che mi e' venuta mentre stavo
all'expo ieri sera, seduto in uno dei tanti tavolini di
una zona riservata agli alcolisti professionali (leggi la
buona meta' della popolazione dell'expo'…L'alra meta'
era in coda al padiglione del PLANET VISION, che ho
mancato, incapace di sostenere un'altra coda di due
ore). Bene, mentre la gente intorno provvedeva
sommariamente a farsi del male con alcolici, libagioni
e quant'altro, una onestissima orchestrina dava del
suo meglio riproponendo con rigore filologico brani
del repertorio jazz anni 40-50.
Una sezione di fiati, dominante, un capo banda
chiatarrista, un piano e una batteria.Avrebbero pure
potuto eseguire dei Mantra indiani tanto l'interesse
che suscitavano, ottenendone magari anche degli
applausi, che si sa….non fanno mai male, sono
gratis…"eppure li ho graditi….".
Cosi mentre consideravo la professionalita' degli
orchestrali la mente mi e' scivolata sul pensare a che
cosa, ciasuno di loro, si occupi nella vita "normale".
Cercando di intuire dalle fisionomie, (eta' media anni
60), piccoli tic, gestualita' la loro quotidianita'.
Cosi…..fantasticavo…La tromba: assicuratore di in
pensione di Lipsia.Obnubilato da una consorte
spaccapalle con salute e conto in banca entrambi
"ferrei". Trova un valido motivo di evasione, del resto
mal tollerata, nel proporsi in giro con innegabile
maestria, come tromba in un'orchestrina di jazz (non
voglio immaginare il piacere dei vicini durante le
dovute esercitazioni, visto che, come detto, il livello e'
buono).
Il chitarrista. "uno con le palle"…che ha dedicato tutta
la sua vita al jazz. Che sa farlo e gli fa piacere
farlo.La velocita' della pennata, la mestria nei ritmi
sincopati (quelli per intendersi che denotano una
buona elasticita' di polso), da il la' a tutta la banda. E'
portato per l'autorita', si vede, deve avere alle spalle
qualche dignitosissima carriera militare, magari in un
corpo come la forestale, o forse i vigili urbani, anche
se non ha l'aspetto cosi carognesco…..nel comando,
oppure ancora come capo.cantiere in qualche angolo
della Germania.
Il trombone. Ha l'aria di chi e' capitato li per caso. Ma
non e' affatto cosi. E' un maestro nel sostenere i
passaggi più impegnativi. Non deve aver avuto una
vita facile…destino questo, condiviso con qualche
moltitudine.Potrebbe benissimo essere uno che vive di
rendita…magari dell'affitto di qualche modesto
appartamento , o costretto dalla necessità a
subaffittare qualche camera di una casa di famiglia
ricevuta in eredita' altrimenti troppo grande per
essere mantenuta. Lo vedo scapolo, forse divorziato o
al peggio, un velo di tristezza nella sua epressione
potrebbe far pensare ad una vedovanza precoce.
Copenaghen 12-13/08
La città sull'acqua. Qui, lo confesso senza remore, ho,
abbiamo, fatto proprio i turisti….classico giro in barca
lungo i canali….sotto un sole veramente "estivo".
Contende a Venezia il fascino delle città più
romantiche, …sarà per via di tutta quest'acqua..?
(ecco perche' qui uno diventa più buono….)
Il secondo giorno ci siamo arrivati in treno, passando
"al piano di sotto" del fatidico ponte. Come dire….da
Roma Eur a Ostia Lido…..35 minuti e ti trovi nel cuore
di Copenaghen…a due passi dal famoso
TIVOLI….gioia dei bambini……e dei genitori…
A conferma del gran fermento di idee, progetti, piani
urbanistici, Malmo sarà teatro l'anno prossimo dal 17
maggio al 16 settembre dell' European Housing Expo'
. Un assaggio del quale e' presente alla Biennale
d'Architettura di Venezia in corso quest'anno. Bo01
sarà la più grande esibizione europea sull'abitazione
mai realizzata.
Qui l'arte del design e dell'architettura rafforzano
quella sensazione provata a Berlino in Potsdamer
Platz .
Un intero quartire residenziale verrà realizzato ex
novo, in un area dismessa affacciata sul mare.
Inutile dire che e' la qualita' della vita, la loro
ossessione.
Malmo 12-16 agosto
Potrebbe dirsi "un quartiere di Copenaghen", ma
sarebbe una battuta ingenerosa. In realta' fra quelle
viste fin qui è la città che più ha guadagnato dalla
realizzazione del ponte(è per importanza la terza città
della Svezia). Molto tipica la parte vecchia, strade
acciotolate, parchi urbani
curatissimi, edifici
ben mantenuti, è teatro in questi giorni di un festival
che richiama folle anche dalle zone vicine. Intere
strade chiuse, pedonalizzate, "strade" e non solo
corsie, come visto anche in Germania, per le
biciclette, diffusissime, insieme all'ultimo gadget del
manager metropolitano, il monopattino (abitando a
Roma, subito dissuaso…..). Nonostante il fermento,
però e' una città che riesce ad infondere pace. La
gente e' serena, scivola sui ponti, fra i canali e rimane
commossa al canto di Bocelli che accompagna come
sottofondo suggestivi giochi d'acqua, a sera, con fasci
di luce laser coloratissimi lungo i canali che la
attraversano. Rutelli o il suo assessore al traffico
dovrebbero farsi una passeggiata da queste parti. Non
paghi dell'ottava meraviglia appena inaugurata (Ponte
dell'Oresund), ne hanno pronta un'altra che ne farà
una delle città al mondo meglio collegate, in termini di
viabilità. "City Tunnel" è una sorta di raccordo
sotterraneo che consentirà di attraversare la città, che
pure non è immensa come Roma, da un capo
all'all'altro, connettendo metro, autobus e traffico
privato, in pochi minuti. Confidiamo nel prossimo
Giubileo ?….
18/8 Skillinge
E' la punta. La zona dove la costa meridionale della
Svezia "gira" e si incammina verso il Nord. Pace.
Totale. Una quiete irreale di un minuscolo paesino
affacciato sul mare. Una donna ci ha dato ospitalità
nella sala hobby e ci ha consentito di fare una
lavatrice. Probabilmente e' sola. Il fatto di sapere che
siamo italiani non l'ha sconvolta piu' di tanto.
Comunichiamo a gesti, come dei primati, ma ci
intendiamo benissimo, a dispetto di Internet. Avrà
settant'anni portati magnificamente. E' una donna
pratica, si capisce dalla cura nella quale tiene la sua
dignitosissima casetta. Adesso sono al porto, seduto
su una panchina, questo quaderno davanti. La luce del
sole è accecante. Il vento non ce la fa a far increspare
le onde. Forse soffia da terra. Non mi dispiace questa
dimensione.
La mattina dopo, ancora storditi dal forte odore di
umidità della sala hobby nella quale abbiamo dormito
soporosamente, la signora ha preso la bicicletta di
buon ora e deve aver raggiunto il primo negozietto
utile del posto probabilmente per prendere qualcosa
per "rinforzare" la nostra colazione. Solito caffe' lungo
fette di pane, burro e marmellata e un tubetto non
meglio precisato, posizionato con amorevole cura
vicino alle tazze per la colazione, del quale ho intuito
vagamente che si trattava di qualche intruglio a base
di pesce.
Skane.
La costa riserva degli angoli struggenti. Pur nel
grigiore momentaneo del mattino, scivolare da una
collina, verso la spiaggia, circondata da una
vegetazione generosa, la cosa impressionante e' che
qui gli alberi crescono a pochi metri dall'acqua salata
del mare. L'acqua e' liscia come quella di una piscina
nel giorno di riposo. Invitante. Sono tentato di fare un
bagno. Il fatto di non avere la coperta di Linus (leggi:
asciugamano) mi dissuade, combattuto. Questa zona
riserva soprese, un piccolo porticciolo, le stradine che
vi accedono, in ripide discese con un cartello stradale
che denota una vena di senso dell'umorismo. La
figura di una macchina, la parte posteriore, che si
inabissa su una linea orizzontale increspata (il mare)
e iscritta nel triangolo bordato di rosso, che deve
significare "pericolo" anche da queste parti.
Due uomini estraggono una rete da un furgone,
dipanandola. Forse la stanno preparando per la
prossima uscita. Hanno un aria regale anche mentre
compiono queste operazioni, con consumata
esperienza.
Senza fretta.
Goteborg
19/08
Beh ? Che dire ? E' una città molto viva, pulsante. A
dispetto di Malmo, qui c'e' un po più di impudicizia nel
dissumulare l'amore per i soldi. Non so quante
industrie l'abbiano scelta come sede della propria
attività. Certo la sua posizione, sul mare, con un
porto-canale che la divide, immenso, ne fa un posto
privilegiato per gli affari. Dalla vetrata del bar e dal
ristorante del piano di sopra si gode una vista
invidiabile. Goteborg sdraiata come una modella, sul
suo "divano-canale".
L'albergo è' ricavato da un ex cantiere navale.
Conserva ancora, il carro ponte che adesso è li,
ristrutturato anch'esso, come elemento d'arredo
dell'albergo e incuriosire gli ospiti. Cosi di notte,
mentre bevi qualcosa al tavolino del bar di un albergo
architettonicamente stupendo, puoi osservare, al di la
dei cristalli del 7° piano, la lenta e silenziosa
processione di navi da carico, stracolme di container.
In ossequio alla praticita', indirettamente ne
guadagnano in eleganza. Da qui il rumore dei soldi
non si avverte, scivolano, come tante foglie morte,
sospinte dalla corrente e da un mare inconsapevole.
PS. Solo a qualche km da qui, lo stesso mare, in
questi giorni ha finito col diventare una tomba invece,
per 120 russi prigionieri di una scatola di sardine, ma
atomica, rimasti intrappolati per sempre nel suo
silenzio.
Stoccolma 20/08
Altra città, altra
atmosfera
Qui la natura si e' divertita a mescolare terra e acqua,
il resto lo ha fatto la storia (24.000 isole
nell'arcipelago omonimo). Edifici solenni ai piedi dei
quali si celebrano i riti quotidiani al Dio Commercio.
Se solo si riuscisse a tenere lo sguardo ad un'altezza
di almeno 5 metri, tralasciando tutto ciò che e' al di
sotto, probabilmente la certezza di sapere dove ci si
trova sarebbe piu' nitida. La gente ha fretta. Come
nelle altre metropoli. Qui, in piu' c'e' l'aplomb della
capitale.
Un'altra "way of life". Uomini e donne vestiti di tutto
punto che si mescolano con ragazzi vestiti in modo
piu' informale. Gente che fa joggins e corvi che non
hanno paura di nulla.
Intrigo a Stoccolma, mi veniva in mente questa
mattina, quando a negozi ancora chiusi quell'aria di
capitale di confine che aveva ispirato il buon vecchio
Alfred, poteva dirsi un po più vera. Alle dieci in punto,
cosi come ad ogni latitudine, la sinfonia dei
registratori di cassa ha iniziato la sua inarrestabile
sinfonia.
.
Tornando a casa. 23/08 da un Ostello danese 22,40
Cosi questo viaggio e' finito. Stamattina, con un bacio
a moglie e figlia nella hall di Arlanda, aereoporto di
Stoccolma. La giornata e' iniziata con un piccolo
giallo. Domenica lasciando la macchina nel garage
dell'albergo, ho dimenticato le luci accese. Dopo due
giorni di sosta forzata (l'ho detto che avrei bisogno di
quell'attrezzo della Bosh per ritrovare la strada di
casa-albergo..) con mia somma gioia ho scoperto che
la batteria era "morta"…..Nonostante questo, puntuali
e fortunati come mai….siamo riusciti ad arrivare
puntuali ad Arlanda (un bel nome, però…).
Con molta tristezza, stavolta ancora maggiore, nel
senso che si tratta di un addio prolungato…ho girato
l'auto verso sud …..e ho "tagliato" la Svezia
trasversalmente (resta da capire come mai Malmo e
Stoccolma non siano collegate direttamente ma solo
da un autostrada che solca come una diagonale che
va verso il basso, da destra verso sinistra,
attraversando tutto il centro del paese.
Ho ripercorso l'Oresund, al contrario, rimanendone
ancora colpito. Fa impressione. Appena superati i
piloni centrali, procedendo verso la Danimarca mi
sono reso conto, avvicinandomi a 100 km/h di
"infilarmi" direttamente nel mare. E' stupefacente
come l'uomo riesca a piegare ai propri scopi la forza
della Natura.
Qui hanno creato una scommessa, alla quale legano
molte speranze e piu' di una certezza. Su tutte quella
di avere con quest'opera, contribuito a creare una
regione nuova. L'economia si e' divertita a
riconsiderare e riconfigurare la geografia. Il nuovo
millennio, cosi, assume il carattere di "nuovo",
modificando cose che per secoli sono rimaste
immutate
25/08 Tornato! (sweet home Chicago.....)
Un caldo irreale. Scendere dalla macchina in un lago
di sudore. Alle 18 di un pomeriggio di fine agosto. Di
nuovo a casa, dopo 6800 km in tre settimane. L'erba
da tagliare, le feste dei cani, commoventi i "bacini" di
Veronica , una femmina boxer di 8 anni, buonissima.
E chiudere gli occhi a sera, sul proprio letto
(finalmente ?). Bella sensazione. E la notte in quello
stato che precede il sonno, vedere sul proprio
schermo immaginario scorrere il Film del viaggio. Dei
posti, dei paesaggi, dei tramonti visti anche nell'ultima
folle corsa sulle autostrade tedesche nel bagliore di
un tramonto interminabile. Vicino Norimberga ho
provato l'impulso di fermarmi, uscire dall'autostrada,
trovare un angolo in un paesino proprio bello, cullato
in mezzi a dei campi completamente o verdi d'erba o
gialli di fieno tagliato, trovare una panca fuori da
qualche Birreria, col sole in faccia, il quaderno aperto,
a scrivere qualche storia. E scrivere, queste note
anche se al volo, al tavolino di qualche bar, o su
qualche panchina, o ancora a sera, in giro per
l'Europa mi ha divertito, aiutato a sentirmi meno solo
e a conservare, insieme alle foto e alle immagini
impresse negli occhi, dei ricordi bellissimi.
fine.
testi e foto: copyright, se proprio le usate, almeno citatemi.
Le uniche foto non mie sono:la foto d'apertura del Ponte dell'Oresund, ricavata da
cartoline distribuite all'Expo di Hannover nel padiglione Svezia, alcune foto di Malmo
(ricavate da un depliant informativo sull' Expo' del 2100 di Malmo (fotografo: Lars
Bygdemark); le cartoline che corredano il commento al padiglione danese (che erano li
cortesemente distribuite), e i disegni e il Logo del CityTunnel che certo non sarei in
grado di riprodurre da solo...
Tutti gli eventuali marchi citati sono di proprieta' dei rispettivi titolari.
URL :
EXPO 2000 Hannover
http://www.expo2000.de/willkommen/ital.html
Un albergo ad
Hannover..?
http://www.expo.hannover.de/english/tourist/hotel/aus_hote.htm
Malmo
http://www.malmo.se
City Tunnel Malmo
http://www.citytunneln.com
Malmo Form Design
Center
http://www.scandinaviandesign.com/
Bo01
http://www.bo01.com
Sito dell'Arch. Renzo
Piano
http://www.renzopiano.com/frame_works.htm
Sito per informazioni
turistiche sulla Svezia
http://www.skaneturist.nu/welcomee.html
Hotel "folle" di
Goteborg
http://www.hotel11.se/
Sito ufficiale del
"Ponte"
http://www.oresund.com/main.htm
Lettera a Severgnini
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/00-08-24/11.spm
Sito ufficiale del
"Ponte"
http://www.oresund.com/main.htm
Qualsiasi commento, stroncatura ect..........:> swiser@iol.it
Roma 1 settembre 2000